Archivio per Luglio, 2006

Cos’è il PageRank?

Wikipedia ancora una volta ci viene in aiuto per spiegarci in maniera semplice uno dei fattori più importanti per il posizionamento nei motori di ricerca.

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fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/PageRank

PageRank è un termine ormai entrato di diritto nel lessico dei fruitori dei servizi offerti dal motore di ricerca Google.

Letteralmente traducibile come rango di una pagina web, il pagerank è facilmente riconducibile al concetto di popolarità tipico delle relazioni sociali umane, ed indica, o si ripromette di indicare, le pagine o i siti di maggiore rilevanza in relazione ai termini ricercati. Gli algoritmi che rendono possibile l'indicizzazione da parte di Google del materiale presente in rete utilizzano anche il grado di popolarità di una pagina web per definirne la posizione nei risultati di ricerca.

È bene tenere presente che il pagerank ha una valenza democratica nella quale il diritto al voto è permesso dalla semplice pubblicazione di una pagina web, e il voto viene espresso attraverso i collegamenti presenti nella suddetta pagina. Maggiore sarà il grado di popolarità di un sito, maggiore risulterà essere il valore dei voti (link) che quello stesso sito può esprimere.

L'interpretazione e la definizione della popolarità di un sito non sono però legate soltanto a queste votazioni democratiche, ma tengono presente anche della pertinenza del contenuto di una pagina, nonché delle pagine correlate, con i termini ed i criteri della ricerca effettuata. Questo permette, o perlomeno ha lo scopo, di attuare un controllo incrociato che garantisca la validità dei risultati di ricerca.

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Visualizzazione del grado di popolarità di un sito

Ottenere informazioni riguardo la notorietà di una pagina web in Google è possibile attraverso l’installazione della Google Toolbar da affiancare ad un browser per la navigazione, oppure utilizzando servizi proposti da terze parti in grado di determinare tale informazione ed implementabili su siti internet.

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Formula semplificata

L’algoritmo completo per il calcolo del PageRank fa ricorso all’uso della teoria dei processi di Markov. Dalla formula inizialmente sviluppata dai fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page, è possibile comprendere come il PageRank viene distribuito tra le pagine:

PR[A] = (1 – d) + d ( PR[T1]/C[T1] + … + PR[Tn]/C[Tn])

Dove:

  • PR[A] è il valore di PageRank della pagina A che vogliamo calcolare
  • T1…Tn sono le pagine che contengono almeno un link verso A
  • PR[T1] … PR[Tn] sono i valori di PageRank delle pagine T1 … Tn
  • C[T1] … C[Tn] sono il numero complessivo di link contenuti nella pagina che offre il link
  • d (damping factor) è un fattore deciso da Google e che nella documentazione originale assume valore 0,85. Può essere aggiustato da Google per decidere la percentuale di PageRank che deve transitare da una pagina all’altra e il valore di PageRank minimo attribuito ad ogni pagina in archivio.

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Come strutturare il sito

Shinynews.it ha pubblicato un interessante articolo contenente linee guida condivisibili per la creazione o la ristrutturazione del sito web di un’azienda o un’istituzione, anche alla luce delle ultime innovazioni del web.

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Fonte: http://www.shinynews.it/usability/0706-progettazione-web.shtml

Per gentile concessione.

Struttura sì o no? Tassonomia o folksonomia? Aldilà delle scelte concettuali, nel momento in cui si va a impostare per la prima volta la creazione di un sito Web è indispensabile creare una struttura che metta ogni cosa al suo posto.
Se il Web 2.0 sposta i parametri della progettazione Web a favore di aggregazioni spontanee, collaborative e meno gerarchizzate, rimane pur sempre vero che nella progettazione di un sito di tipo professionale rimanga indispensabile individuare una base strutturale in grado di soddisfare gli obiettivi di comunicazione, marketing e vendita dell’azienda. Per questo non si può abbandonare l’idea di creare una struttura di base delle pagine Web: in un’ottica moderna e secondo le tendenze del Web, questa potrà essere arricchita o addirittura generata con il contributo degli strumenti di ultima generazione, collettivi, collaborativi e spontanei. Tuttavia, da essa non si può prescindere.

Una buona struttura

L’idea della struttura del sito Web non è un principio a sé stante, ma la buona pratica per arrivare a una progettazione condivisa dal committente e in grado di soddisfare gli obiettivi. Non è, cioè, un optional utile per dare un tono di professionalità, ma uno strumento operativo fondamentale, dal quale discendono (dovrebbero discendere) tutte le successive scelte di implementazione di strumenti, contenuti, grafica. Per questo motivo bisogna cercare di avere – prima di iniziare il lavoro pratico di costruzione del sito – una buona struttura del sito. Come raggiungerla? Proviamo a suggerire dieci piccoli passi, una sorta di miniguida per la creazione di una buona struttura.
Identificare i temi. Prima di tutto occorre mettere a fuoco quali siano gli argomenti portanti e i macrotemi di cui ci si dovrà occupare nelle pagine Web. In pratica, bisogna suddividere tutti gli imput ricevuti dal committente in macroaree in cui andrà diviso il tema. È evidente che spesso ci saranno zone di confine, adatte a un’area o a un’altra: va benissimo che rimangano aree di confine. Non si tratta di incasellare a forza ogni tema in un settore, ma di dividere logicamente il materiale in nostro possesso.
Identificare il target. Introducendo un ragionamento sul pubblico non si può fare a meno di individuare il target di riferimento, perché a ogni gruppo di utenti si può (e in qualche caso si deve) parlare con modi e strutture differenti. L’identificazione del target, cioè, aiuta a costruire la struttura perché in funzione del tipo di pubblico che si vuole catturare potremo andare a creare una base di tipo tradizionale o più innovativa, più semplice o complicata, e così via.
Identificare le priorità. L’altro primo lavoro immediato, ancora più importante per determinare la struttura del sito, è individuare le priorità. Si tratta di dare una gerarchia agli argomenti. Per farlo, tre considerazioni sono necessarie: la propria sensibilità ed esperienza (finanche il gusto o la passione), ma soprattutto le esigenze di comunicazione del committente e, ancor più, la user experience degli utenti. Bisogna essere capaci di conciliare queste tre spinte (che qualche volta vanno nella stessa direzione e altre volte possono divergere), in modo da creare delle priorità che siano tali non solo per noi o per il committente, ma anche per il pubblico individuato.
Creare percorsi guidati. Una volta stabilita una gerarchia dei temi da trattare, e avendoli già ordinati per macroaree, sarà spontaneo creare percorsi guidati che, a partire dalle informazioni più importanti e generali, scendano sempre più nel dettaglio per fornire agli utenti successivi approfondimenti.
Eliminare i passaggi inutili. Un errore tipico nella fase di creazione di questi percorsi guidati è l’inserimento, a sproposito, di pagine “cuscinetto”: pagine Web che non hanno alcuna utilità pratica per l’utente, ma che rallentano il raggiungimento dell’informazione sensibile. Si ricordi che un buon sito presenta un valore di click to target basso: un utente raggiunge il maggior numero di informazioni con il minor numero di click.
Inserire le scorciatoie. Quando, per questioni di logica strutturale, le informazioni sensibili sono distanti dalle loro pagine introduttive d’ingresso, è buona cosa inserire delle scorciatoie, dei passaggi privilegiati che, facendo saltare i vari passaggi logici del percorso guidato, conducano direttamente all’obiettivo. Con questo escamotage si può salvare una struttura impeccabile dal punto di vista formale-organizzativo e al tempo stesso offrire all’utente una notevole velocità d’esecuzione per le azioni a cui maggiormente tiene.
Delocalizzare le informazioni marginali. Sempre con la stessa logica è possibile confinare ai margini della struttura le informazioni che si ritengono meno interessanti e utili. Se dal punto di vista logico alcune informazioni sono allo stesso livello gerarchico di altre, spesso non lo sono per utilità e interesse. In questo caso, salvando il loro peso nella gerarchia, si possono comunque confinare ai margini della struttura, in modo da evitare che l’utente vi capiti sopra per caso, perdendo tempo. Soltanto chi cerca quelle informazioni le saprà raggiungere.
Creare link orizzontali. I temi, gli argomenti e le informazioni categorizzate come “di confine” nel momento in cui si sono suddivise le macroaree possono essere facilmente utilizzate come momenti d’intersezione tra una e l’altra macroarea appunto. A questo scopo si possono creare dei link orizzontali tra informazioni dello stesso livello gerarchico, in modo che l’utente possa muoversi non solo in profondità, ma anche sullo stesso livello d’importanza.
Evitare gli incroci. Così come si possono e devono creare dei link orizzontali tra le varie aree di pari peso gerarchico o logico, al contrario sono da evitare gli eccessivi incroci. Se un’informazione è logicamente lontana da un’altra, non ha senso che le due godano di link reciproci diretti. Se alcune informazioni devono sempre essere reperibili, meglio ricorrere a menu fissi, validi per sempre in ogni pagina del sito.
Adattarsi ai desideri del committente. Non è certamente l’ultimo dei consigli, ma è sicuramente uno dei più difficili da soddisfare mantenendo inalterato il buon risultato del sito. Spesso i committenti non capiscono a fondo le motivazioni di strutture logiche e gerarchiche così precise e tendono ad allungare spesso i percorsi con informazioni inutili (salvo a loro stessi). Il buon creatore di siti deve saper trattare il committente convincendolo della bontà del proprio progetto e accontentandolo senza screditare il lavoro nel suo complesso.

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Pubblicità da ricordare…

Un grazie a Titti per questo amarcord pubblicitario…

Fonte: http://marketingpark.blogspot.com/2006/07/pubblicit-del-progresso.html

Pubblicità (del) Progresso


Faccio innanzitutto una premessa.
Si ha progresso anche quando:

si smette di speculare sui beni di prima necessità
si applicano prezzi equi e motivati
si pratica reale (e leale) concorrenza
si ha il coraggio di applicare tutte le regole sopra citate

Detto ciò, sottopongo alla vostra attenzione (qualora vi fosse sfuggita) una bella ed efficace pubblicità realizzata un paio di anni fa da Pirella-Lowe per Coop.
La campagna in questione promuoveva il lancio del latte in polvere per neonati a marchio Coop, nato per contrastare il dominio (ed i prezzi) delle multinazionali del settore alimenti per l’infanzia. Infatti il suo costo (10 Euro al Kg.) scatenò non poche discussioni all’epoca, ma molte famiglie italiane ancora ringraziano!

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La soddisfazione degli utenti al centro del marketing di Google

Leggendo il profilo della compagnia che più di tutti sta rivoluzionando il nostro modo di percepire intenet ho trovato degli spunti di riflessione interessanti.

Il primo è che sono le idee più semplici quelle che riscuotono sempre il maggior successo negli affari, e detto in questo modo sembra quasi una banalità.

Il secondo è che rendere la vita più semplice ai propri clienti può diventare parte della mission aziendale e costituire addirittura il motivo del successo.

Si legge nelle informazioni aziendali di Google:

fonte: http://www.google.it/intl/it/corporate/

L’utilità e la facilità di utilizzo, hanno reso Google uno dei marchi più noti al mondo quasi unicamente grazie al passaparola degli utenti soddisfatti. “

Non credo che nessuno dei lettori di questo blog possa confutare questa tesi…

Per saperne di più

http://magodelweb.wordpress.com/2006/07/19/google-in-numeri/

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Valentino Rossi e la maglia azzurra numero 23

Valentino Rossi

Il grande campione italiano ci dimostra ancora una volta come sia possibile fare comunicazione in ogni occasione e soprattutto, sostituendo i gesti alle parole.

In occasione della vittoria del suo ultimo gran premio il “dottore” ha indossato la maglia di Marco Materazzi, di cui si dichiara amico e tifoso.

Una nuova testata alla violenza nello sport?

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Primi su google

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Originally uploaded by marcokcostanzo.

A pochi giorni dal suo lancio, ci ritroviamo già in prima posizione con il nostro blog dedicato al mondo del marketing.
Speriamo sia di buon auspicio…

Marco ] mkc [
E-marketing Strategist

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Come funziona il page rank di Google?

Il sito “progetto seo” propone una veloce introduzione al page rank di google che può risultare utile per tutti coloro che devono spiegare questo concetto a manager non informatici…

Segui il link per leggere l’articolo
http://www.progetto-seo.com/google-page-rank/come-funziona-il-page-rank

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Targeting per sito: un nuovo strumento di pubblicità e branding on line

Chi utilizza Google Adwords può ora avvalersi di un nuovo strumento di marketing: il targeting per sito.

Consiste nella possibilità di visualizzare sia banner grafici che annunci testuali su siti selezionati dall’inserzionista in base a parametri socio demografici.
Per ulteriori informazioni cliccate sul link qui sotto:

https://adwords.google.it/support/bin/answer.py?answer=18265&topic=7072

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Le tue notizie nelle caselle e-mail dei tuoi clienti…

Oggi tutti capiscono l’importanza di creare una community attorno al proprio sito internet.

Se la propria piattaforma di pubblicazione online perrmette di usare i feed rss può risultare interessante offrire ai propri navigatori la possibilità di ricevere in email le novità che pubblichiamo online.

Questo vuol dire ad esempio poter metter su un sistema di controllo dell’audience qualificato dei nostri potenziali clienti e fornire un servizio mirato ai loro reali interessi.

Se volete provare una soluzione di email marketing innovativa ed ispirata al web 2.0 aprite un account su http://www.yutter.com.

Con pochi semplici passaggi potete arrivare ad un pannello di controllo da cui amministrare chi deve ricevere anche in email quello che pubblicate online.

Importantissimo è fare in modo che la richiesta d’iscrizione venga dal navigatore magari creando una pagina apposita per spiegare che cosa veramente state offrendo e quanto poco (o molto) sarà invasiva la vostra comunicazione.

mkc

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